BENEDETTA PORCAROLI (Roma, 1998) ha conosciuto il bullismo da ragazzina. Quello mediatico, fatto grazie a un banale gruppo Facebook, in grado di segnare un’adolescenza.

L’attrice, nata a Roma 23 anni fa, figlia di una funzionaria segretaria del Quirinale e di un docente, un ex avvocato che si è poi dedicato all’archeologia, ha raccontato la sua esperienza i media.
“Sono sempre stata filiforme. I ragazzi cercavano sederi e seni in lungo e in largo, le mie amiche avevano le loro forme, mi vennero un po’ di complessi. Su Facebook avevano creato gruppi: Benedetta Porcaroli piatta. Oggi il mio fisico lo vedo come una salvezza”.
Per il cognome, poi gli “sfottò” non sono mancati.
“Era inevitabile. Ma non sono mai stata veramente preoccupata. Mio padre per smussare mi diceva ironico: un cognome così non passa inosservato, si ricorderanno di te. Papà ha diverse lauree e ha fatto tanti lavori, ora insegna, è stato lui a trasmettermi l’amore per il cinema. Alberto Sordi, Anna Magnani; mamma lavora al Quirinale. A 15 anni un’amica di mia madre agente di cinema mi chiese: vuoi fare un provino? Mi ritrovai su Raiuno in Tutto può succedere. Si sono fidati, hanno visto qualcosa in me. Ero piccola, inconsapevole”.





