Ritorna l’appuntamento con la rubrica “MODA“; nell’articolo di questa settimana vi parliamo del nuovo stile di moda lanciato a New York.

Un guardaroba che è un po’ come una «cassetta degli attrezzi» dove ogni donna trova quel che occorre per il fai-da-te del proprio look.
«Certo con i rischi che ne conseguono, ma se c’è una cosa che questi due anni di chiusure e restrizioni ci hanno insegnato è la voglia di essere liberi, anche nel vestire. A qualsiasi età».
Tory Burch parla anche di gioia e di ottimismo che poco a poco stanno ritornando in una città, New York, ferita dal Covid. Come il resto del mondo, certo, è che qui tutto è sempre più grande che altrove; più negozi e più negozi chiusi, strade grandi che così deserte sembrano ancora più deserte come i parchi e i ristoranti.
Grattacieli con centinaia e centinaia di piani vuoti. Senzatetto e ubriachi e fuori-di-testa ovunque.
Una città depressa verrebbe da dire. Che però cerca di reagire, anche con la moda sì. E il suo carrozzone, «scollegato» dal resto, di adepti che si spostano qua e là, colorati, eccentrici e spesso troppo nudi per i meno dieci gradi percepiti.
«New York is coming back — riprende Tory Burch —. Lo vedo, attorno me, quanta voglia c’è di ricominciare.
Ma ci vuole tempo, le cose stanno ripartendo e la gente è grata di questo. Con il Covid io, che sono di Philadelphia, sono diventata una newyorker convinta e più protettiva di questa città che amo».
Ed è proprio una dichiarazione d’amore quella che la stilista racconta. A cominciare dal luogo, al 25esimo piano dell’Hudson Yards, vista mozzafiato sullo skyline notturno più incredibile al mondo. Di fronte alla storica insegna New Yorker che la stilista ha contribuito a restaurare.
Poco più di 150 invitati e uno show svelto, fatto di pezzi/attrezzi (blazer, top, gonne ampie, gilet, pullover, cappotti, abiti di jersey) presi ora dal sartoriale, ora dallo sportwear con il suggerimento di mescolare in nome della personalità e della praticità: «Un mix di casual ed eleganza. Voglio che ci siano entrambi: un vestito di paillette, così leggero che si possa infilare nei pantaloni o un abito da sera di jersey che puoi portare con te senza che noleggi un furgone».
Battuta quest’ultima che non è poi così fuori luogo a questo giro di sfilate newyorkesi dove l’overdressing sembra essere la tendenza, sicuramente per i motivi di cui sopra. Vestirsi «oltre»: fuori, come si diceva, e dentro le passerelle. Gli abiti che sono un’esplosione di tulle da Carolina Herrera ma anche le tuniche di macro e tintinnanti paillettes di Altuzarra. Per esempio. O il latex e le gonne alla Via col vento di Christian Siriano.
Appuntamento a mercoledì prossimo con la rubrica “MODA”.



