Morto L’Uomo Che Cercò Di Salvare Nel Pozzo Alfredino Rampi

“Il volto è incancellabile, a parte che ho sempre la foto e ce l’ho in camera appesa, però anche senza la foto è impossibile quel visino dimenticarlo.”

Si è spento a 77 anni in una casa di riposo l’eroe di Vermicino, l’uomo che nel 1981 per 45 lunghi minuti tiene l’Italia intera con il fiato sospeso, mentre cercava di compiere un’impresa al limite delle possibilità umane: salvare dal pozzo in cui era precipitato, restando incastrato a 60 metri di profondità, il piccolo Alfredino, di 6 anni.

Angelo Licheri, autista per una tipografia, si presentò volontario tra i primi; approfittando della sua struttura fisica piccola ed esile, si calò a testa in giù nella stretta fenditura del terreno, arrivando a toccare il viso del bambino.

“L’ho toccato, l’ho sfiorato, l’ho pulito, con questo dito l’ho pulito alla bocca, e poi ho levato un po’ di fango dagli occhi.”

Il tentativo di salvataggio però fallì; il piccolo Alfredino morì dopo tre giorni di atroci sofferenze, incastrato in quel cunicolo dove nessuno riuscì più a infilarsi.

Angelo Licheri ha passato il resto della sua vita a ripensare a quel volto, a tutti gli errori commessi dai soccorritori; con nelle orecchie ancora la voce di quel bambino che continuava a piangere e a chiamare la sua mamma.

“E’ capitato a me purtroppo fallendo, è capitato a me e devo accettare; purtroppo la vita è questa.”

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